Perché scendo in campo

Non è nella mia natura restare impassibile dinanzi alla quotidiana constatazione degli scempi perpetrati nella nostra città. Questo ha alimentato in me l’esigenza di non limitare il mio disappunto... Leggi il seguito

Tommaso Dragotto su Twitter

Error: Twitter did not respond. Please wait a few minutes and refresh this page.


Basta coi politici che si bagnano le labbra col miele

Pubblicato 12-01-2012 | Nessun commento

Un’iscritta di Twitter, Sofia Gallo Afflitto, mi ha chiesto: “Mi scusi, ma lei, oltre a fare l’imprenditore, ha fatto gavetta politica?”. E la mia replica è stata pressocché immediata: “No, nessuna gavetta. Sono convinto che Palermo abbia bisogno di un amministratore anziché del solito politica”.Dopodiché la controreplica: “Un tecnico deve avere le sue esperienze e conoscenze, che di certo non riguardano l’imprenditoria!”. Non essendo d’accordo, ho ribattuto così: ” Le chiedo. Cos’ha dato la politica a Palermo ed i ‘tecnici’ che fino ad ora l’hanno amministrata? A mio avviso: degrado“.

Ma Sofia, non domita, ha affermato: “Dicendo questo si contraddice. La politica si fa con persone oneste, preparate, che hanno esperienza sul campo”. Ed io, nuovamente in disaccordo, ho ritwittato: “Nessuna contraddizione. Palermo è stata amministrata malissimo. Sarebbe autolesionismo riaffidarsi a chi ha degradato la città“.

Ora, convinto che la discussione, sicuramente interessante e costruttiva, potrebbe costare di altri aggiornamenti su Twitter, struttura meglio la mia risposta, prevenendo ulteriori obiezioni.

Parto da un presupposto che spesso ho ripetuto sia sui social network che soprattutto in pubblico: io non sono un politico. Sono un uomo manager che ha deciso di proporsi in prima persona perché stanco, triste ed arrabbiato per come Palermo sia stata malamente amministrata.

Avrei potuto stare dove sono, continuare ad occuparmi ‘soltanto’ dell’azienda ‘Sicily By Car’, ed abbandonare la città ai soliti politici che, nonostante lo siano, si riproporranno come nuovi.

Invece, ho deciso di farmi avanti, perché non potevo restare con le mani in mano, convinto che bisogna rimboccarsi le maniche per cambiare davvero lo stato delle cose. Con le lamentele non si arriva da nessuna parte.

È vero, non ho fatto nessuna ‘gavetta politica’. Ma non la ritengo essenziali ai fini dell’amministrazione di un Comune, perché non è un luogo politico, bensì il fulcro organizzativo della città di Palermo, dove non contano le appartenenze politiche, le iscrizioni partitiche ma la capacità di far quadrare i conti, di creare economia, di porre in essere progetti che rendano efficienti i servizi e migliorino la qualità dei cittadini.

Per di più, la politica, fino ad oggi, ha fatto solo danni. La città è in un degrado pauroso che è davanti agli occhi di tutti. E sono convinto che il palermitano non abbia senza dubbio voglia di farsi conquistare dall’oratoria politica ma di dare il proprio consenso a chi punta ai fatti anziché alle parole provenienti da labbra bagnate dal miele ma prive di progettualità.

O mi sbaglio?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>