Perché scendo in campo

Non è nella mia natura restare impassibile dinanzi alla quotidiana constatazione degli scempi perpetrati nella nostra città. Questo ha alimentato in me l’esigenza di non limitare il mio disappunto... Leggi il seguito

Tommaso Dragotto su Twitter

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Cammarata striglia l’Amia ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

Pubblicato 05-01-2012 | 1 Commento »

Palermo  è sporca, Palermo deve essere pulita“. Così Diego Cammarata, a pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato (finalmente…), ha strigliato l’Amia, l’azienda che in città si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Cammarata, dunque, ha chiesto ai commissari dell’Amia di riportare il decoro in città perché la situazione è insostenibile.

Ed almeno in questo ha ragione perché è vergognoso assistere alla visione di marciapiedi stracolmi di rifiuti, come ha documentato più volte anche il blog di Impresa Palermo.

Tutto causato dal fatto che l’Amia, nel periodo delle feste, non ha svolto il proprio lavoro al 100%. Come se Palermo non producesse immondizia per Natale e Capodanno, mentre è vero il contrario ed anzi in maniera quantitativamente superiore al resto dell’anno.

L’azienda, però, si è difesa, sostenendo che si è occupata della pulizia della città ogni giorno, “nonostante la carenza di fondi promessi dall’amministrazione e mai arrivati a destinazione” (si legge sul Giornale di Sicilia di oggi).

Sul fatto che si sia occupata quotidianamente ed in maniera efficiente di ripulire Palermo dall’immondizia, ho i miei dubbi. Anche perché la realtà oggettiva racconta l’opposto. Sempre sul Giornale di Sicilia, infatti, c’è un articolo in cui si denuncia la presenza di cassonetti pieni in diverse zone della città, nonché marciapiedi invasi dai rifiuti. Succede in via dell’Orsa Maggiore, a Borgo Ulivia, alla Zisa, in corso dei Mille, in via Tiro a Segno (a due passi dal canile municipale).

Insomma, strigliare l’Amia era d’obbligo. Al contempo, però, non si può certo dire che il Comune sia immune da colpe. Perché i vertici dell’azienda hanno fatto sapere che l’amministrazione ha “promesso e deliberato l’aumento di 8 milioni del contratto di servizio per consentire all’azienda di affrancarsi finalmente dalle difficoltà del passato, senza provvedere, però, alla necessaria copertura finanziaria”.

Morale della favola: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Senza ombra di dubbio, quello dei rifiuti è uno dei problemi più gravi che interessano la città di Palermo, una priorità della prossima amministrazione comunale, che erediterà tanti guai da risolvere.

Tuttavia, non bisogna disperare. Ve lo dimosterò tra poche settimane.

Un commento a “Cammarata striglia l’Amia ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”

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