Capitali privati nei cimiteri palermitani
Com’è stato possibile rubare un escavatore dal cimitero dei Rotoli, di notte, senza che i custodi abbiano visto nulla?
Una notizia assurda che ancora di più mette il dito sulla piaga nello stato di degrado in cui versa il camposanto.
Perché l’escavatore, che di certo non è un mezzo che può girovagare inosservato, era necessario per scavare le fosse nei campi d’inumazione, col tentativo di risolvere l’emergenza ai Rotoli, dove ci sono 160 salme ferme al deposito.
La prima considerazione che deriva da quest’incredibile fatto (è doveroso ribadirlo) è l’inefficienza della custodia notturna da parte dei due dipendenti della Gesip, per i quali giustamente saranno presi seri provvedimenti nel caso in cui dovessero essere accertate gravi responsabilità a loro carico.
La seconda, invece, prende le mosse dalla cura generale del cimitero palermitano, spesso al centro della cronaca per ritardi nell’inumazione, per la sporcizia, per le lapidi spesso spezzate (vere e proprie fitte al cuore), e chi più ne ha, più ne metta.
Ed una città come Palermo non può non avere come priorità il rispetto per i propri morti e per i cari che hanno il diritto di ricordarli in una struttura efficiente, la cui ‘sacralità’ deve essere assolutamente preservata.
A tal proposito, il Movimento Impresa Palermo ha le idee chiare: l’ingresso di capitali privati nei cimiteri perché l’amministrazione pubblica, fino ad oggi, evidentemente, non ha avuto la capacità neanche di permettere ai defunti il rispetto che meritano.

Non è nella mia natura restare impassibile dinanzi alla quotidiana constatazione degli scempi perpetrati nella nostra città. Questo ha alimentato in me l’esigenza di non limitare il mio disappunto...