Palermo maltrattata dalla cattiva gestione delle partecipate
Il decoro della città, priorità assoluta per Palermo. Lo ha sostenuto ieri il commissario Luisa Latella, alla luce dell’ennesima emergenza rifiuti nel capoluogo siciliano.
E non si può non essere d’accordo col prefetto, perché è vergognoso che una città splendida come la nostra debba essere spesso invasa da cumuli di rifiuti che invadono i marciapiedi di molti quartieri, a causa dell’inefficienza con cui è stata amministrata l’Amia.
Il commissario dell’azienda, Sebastiano Sorbello, ha affermato che il “vero nodo è quello economico”: occorrono almeno 12 milioni di euro per placare gli animi. Soldi che il Comune ha sempre sostenuto di non avere.
Ora, è evidente che si tratta di una situazione da risolvere al più presto. Palermo ha il sacrosanto diritto di essere una città pulita. Perché i rifiuti per strada sono un danno non solo per l’immagine, non solo per la salute dei palermitani, ma anche per l’economia ed uno dei suoi settori più significativi: il turismo.
Il Movimento Impresa Palermo ha la soluzione per risolvere il caos delle partecipate: l’unificazione. Occorre un consorzio unico dove i conti in attivo delle aziende più sane servano a rilanciare quelle indebitate.
La macchina amministrativa del Comune, infatti, va rifondata. E deve essere depurata dal clientelismo e dalla gestione approssimativa della cosa pubblica.
Ci vogliono un ordine organizzativo ed una disciplina finanziaria che per troppi anni sono mancati all’Amia e alle altre società partecipate, causando i disastri che si ripercuotono quotidianamente sui palermitani e sull’immagine della nostra città.

Non è nella mia natura restare impassibile dinanzi alla quotidiana constatazione degli scempi perpetrati nella nostra città. Questo ha alimentato in me l’esigenza di non limitare il mio disappunto...