Elezioni 2012: legge elettorale inappropriata

La legge elettorale che sta alla base delle elezioni amministrative siciliane ha dimostrato di essere inappropriata e inadeguata.
Innanzitutto, è una legge che ‘premia’ le strategie politiche (e nasconde gli inciuci) e non i consensi, soprattutto quelli che sono confluiti sulle liste cosiddette minori.
I palermitani non sono stupidi, non voteranno chi ha distrutto la città

La bufera scoppiata intorno alla Lega Nord, alla famiglia di Umberto Bossi e al tesoriere Francesco Belsito (ma anche quella che ha colpito di recente il Partito Democratico per via della vicenda che ha avuto come protagonista negativo il senatore Luigi Lusi – ex della Margherita di Francesco Rutelli, senza dimenticare l’affaire Scajola dell’estate 2011) evidenzia ancora di più quanto il sistema politico sia degenerato, più incline ai propri interessi che al bene comune.
Difficile che il politico non sia comandato
“Difficile che il politico non sia comandato, anche se fosse solo nel voto indicato dal partito in consiglio comunale: io, invece, resto un industriale“.
Così ho rivendicato la mia lontananza dalla politica ieri mattina all’incontro organizzato dall’Ugl.
La mia dichiarazione è presente sul Giornale di Sicilia di oggi, a pagina 19.
La stampa dia il giusto spazio a tutti i candidati

Dispiace che il Giornale di Sicilia, il quotidiano più letto e famoso di Palermo, abbia riduttivamente intitolato il trafiletto dedicato alla Convention che si è svolta ieri al Teatro Zappalà, a cui hanno partecipato oltre 800 persone.
Né col Pdl né con nessun altro. Il Movimento è apartitico

Ieri un cittadino di nome Fabio ha commentato così il post Il Movimento Impresa Palermo sarà pieno di volti nuovi: “Sig. Dragotto, per avere possibilità di vittoria deve candidarsi col Pdl”.
La mia risposta è chiara: assolutamente no.
Basta coi politici che si bagnano le labbra col miele

Un’iscritta di Twitter, Sofia Gallo Afflitto, mi ha chiesto: “Mi scusi, ma lei, oltre a fare l’imprenditore, ha fatto gavetta politica?”. E la mia replica è stata pressocché immediata: “No, nessuna gavetta. Sono convinto che Palermo abbia bisogno di un amministratore anziché del solito politica”. Leggi il seguito
Il solito politico promette, il volto nuovo progetta

C’è una differenza fondamentale ed abissale tra il ‘solito politico‘ ed il ‘volto nuovo‘. La promessa. Perché il primo, soprattutto in campagna elettorale, quando la consultazione popolare s’avvicina, promette tutto ciò che può attrarre consenso su di sé. Un posto di lavoro, soprattutto. Magari sfruttando la propria posizione acquisita nel passato. Leggi il seguito

Non è nella mia natura restare impassibile dinanzi alla quotidiana constatazione degli scempi perpetrati nella nostra città. Questo ha alimentato in me l’esigenza di non limitare il mio disappunto...